La nostra “verticale orizzontale virtuale” Continua il percorso dei cinque produttori orvietani, “associati” in nome della qualità

Ad un anno esatto dall’inizio della loro collaborazione, procede il percorso comune del gruppo di produttori della zona di Orvieto che hanno deciso di fare fronte comune, per sostenere un modo condiviso di fare vino: assoluto rispetto ed esaltazione del territorio, minimo impatto ambientale, sapiente gestione del vigneto e in cantina un’attenzione maniacale, per conservare in maniera naturale il patrimonio varietale che rappresenta il carattere di questa terra.

Con un piccolo cambio di componenti (non più Tenuta di Salviano, ma Tenuta Le Velette) Cantine Neri, Madonna del Latte, Palazzone, Sergio Mottura proseguono nel sostenere, ognuno con la propria personalità, la stessa filosofia produttiva. Condividendo un obiettivo sono diventati amici; confrontandosi e coadiuvandosi hanno ottenuto grandi risultati. Oggi, in questo momento difficile, hanno deciso di presentare in maniera differente le loro nuove annate 2019 di Orvieto Classico Superiore.

L’hanno chiamata la “verticale orizzontale virtuale” perché invieranno ai giornalisti interessati i campioni di due annate (la 2018 e la 2019 ecco perché verticale) per ciascuna azienda (così appunto da fare anche una orizzontale). Ma, virtuale? Perché sarà possibile collegarsi con i produttori e degustare con loro tramite le forme di comunicazione digitali.

A partire, quindi, dalla prossima settimana sarà possibile aderire a questo progetto e ricevere i campioni per la degustazione.

Chi sono i protagonisti?

La Cantina Neri è un’azienda familiare che comprende circa ottanta ettari di terreno, di cui cinquanta di vigneto. Si trova a Bardano, a pochi passi da Orvieto ed è portavoce delle varietà autoctone presenti sul territorio umbro. Sull’annata Enrico Neri dice: «Le annate 2018 e 2019 sono espressione di due annate molto diverse e complementari, sono unite dal filo comune di piacevolezza e freschezza e supportate dal carattere sapido e minerale. La 2019 è ancora giovane, un po’ timido al naso ma esuberante al gusto, vista la sua contraddistinta acidità. Un vino con un carattere che promette forza e longevità». www.neri-vini.it

Tenuta Le Velette è una realtà storica nell’omonima località alle pendici della città di Orvieto, che inizia la sua “vita” nel 1877 con una continuità familiare che arriva fino ai giorni nostri grazie alla famiglia Bottai che così spiega il 2019: «Frutto di un’annata tra le più calde ma anche tra le migliori in fatto di maturità e sanità delle uve, Lunato 2019 esprime quanto mai le potenzialità e la ricchezza di un territorio unico». www.tenutalevelette.com

Madonna del Latte è una piccola azienda a conduzione familiare che si trova tra Orvieto e il Lago di Bolsena e produce vini nel completo rispetto dell’ambiente Leon Zwecker spiega: «L’annata è stata calda, ma le uve sane. Nel complesso una vendemmia che ha permesso di ottnere vini gustosi e freschi». www.madonnadellatte.it

Palazzone è un’azienda che sorge a pochi passi dalla città di Orvieto ed è caratterizzata dalla grande eterogeneità del terreno, che consente di esprimere grande complessità attraverso un’esperienza di molte vendemmie. Giovanni Dubini racconta: «Il nostro Terre Vineate 2019, Orvieto Classico Superiore, ottenuto dal classico uvaggio dell’Orvieto con prevalenza di procanico e grechetto, si distingue per concentrazione ed equilibrio. Nonostante l’annata calda, il vino è sorretto da un’energica acidità e da un bel corpo. Si caratterizza inoltre per la spiccata mineralità e sapidità, frutto dei vocati terreni dell’orvietano, donando al vino beva e piacevolezza». www.palazzone.com/it/

Sergio Mottura, storico sostenitore degli autoctoni, ha sempre ricercato e sperimentato sul campo diversi aspetti della vinificazione e della gestione della vigna con l’intento di esaltare le potenzialità del territorio. «Da Sergio Mottura il 2019 è l’anno dei grandi bianchi, sono vini potenti senza perdere di grazia, generosi fin dai primi momenti e complessi come da tradizione. Il padrone di casa, come sempre, è il Grechetto d’Orvieto, affiancato al 50% dal Procanico. Vigneti coltivati in biologico ormai da trent’anni. L’intera produzione 2019 è stata raccolta a mano in piccoli carrelli da 600 kg. Un’innovazione che garantisce rispetto per la materia prima e genuinità del prodotto vino». www.sergiomottura.com

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