La prima Colombana in purezza firmata Fattoria Fibbiano

Alla Fattoria Fibbiano di Terricciola, in provincia di Pisa, nasce la prima Colombana in purezza. Un vino a tiratura limitata di cui sono state prodotte solo 3000 bottiglie, che saranno sul mercato a partire dalla fine di Giugno 2020.

La storia di questo vitigno comincia con quella di un monaco missionario irlandese chiamato Colombano, dal gaelico Colum Bàn (colomba bianca). Il monaco, partito dall’Irlanda, effettuò molti pellegrinaggi e infine arrivò in Italia. La storia del monaco si intreccerà con la storia della Famiglia Cantoni, agricoltori da generazioni e originaria del Lodigiano, a pochi km dal borgo di San Colombano, fondato dallo stesso monaco.

L’uva Colombana, allevata per diverso tempo sulla collina di San Colombano al Lambro (MI) con il nome di Verdea, è stata infatti riscoperta dalla Famiglia Cantoni solo pochi anni fa. La leggenda narra che i seguaci del monaco Colombano continuarono la sua opera e si spostarono fino ad arrivare in Valdera, in provincia di Pisa. I monaci custodivano delle barbatelle, che portarono con loro e cominciarono a coltivare. Questo vitigno, messo a dimora e custodito, trovò in questo territorio il suo habitat ideale.

L’uva Colombana, tramandata poi negli anni a venire e coltivata nelle campagne di questo paese medievale, era nota per le sue proprietà curative tanto che agli inizi del ‘900 intere famiglie giungevano da tutta la Toscana per sottoporsi alla sua azione disintossicante e ricostituente.

Il caso vuole che tra i filari dei vigneti della Fattoria Fibbiano, la famiglia Cantoni trovò uva bianca “Colombana”, identica a quella che viene coltivata in Lombardia con il nome Verdea.

Questo ritrovamento non lasciò indifferenti. La famiglia Cantoni da quel giorno ha sempre sentito la responsabilità di portare avanti qualcosa cominciato molti secoli prima, con il compito di custodire un bene prezioso.

Il vino che si produce da questo straordinario vitigno ricco di fascino e storia viene prodotto con la macerazione a freddo sulle bucce ad una temperatura di 10 gradi Celsius in vasche di acciaio per 5 giorni.

Successivamente le bucce vengono pressate per fermentare il mosto ottenuto ad una temperatura controllata di 12 gradi Celsius senza l’ausilio di lieviti selezionati per donare carattere e preservare l’autenticità di questo vitigno dalle nobili origini.

Completata la fermentazione alcolica il vino viene spostato in vasche di cemento dove riposa per 4 mesi prima di essere imbottigliato.

Il vino che ne risulta è brillante nel calice di colore giallo paglierino. Il profilo sensoriale è ricco nei frutti esotici con sentori di banana, ananas, papaya e sottili accenni ai fiori pressati. Al gusto sviluppa una notevole sapidità, ottenuta dai terreni marini, sorretto da una buona acidità che rende il vino fresco e di piacevole beva.

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